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Torna l’oro di Cerbaiona - Dopo un anno di “rinuncia” una delle cantine simbolo di Montalcino presenta il suo winemaking applicato al famoso vino
17 FEBBRAIO 2021

Cisano Bergamasco, 16 Febbraio 2021 – L’oro di una delle cantine più famose di Montalcino torna a 
splendere. Dopo la decisione di declassare a Rosso di Montalcino l’annata 2015, Cerbaiona torna sul 
mercato con il celebre Brunello e, insieme a Pellegrini S.p.A, presenta l’annata 2016. 

 

Per raccontare questo vino bisogna tornare indietro di sei anni, al passaggio di consegne tra Diego Molinari 
e Gary Rieschel, investitore americano appassionato collezionista di vini che nel 2015 ha acquistato 
Cerbaiona insieme a Matthew Fioretti e altri soci. 

 

La nuova proprietà ha introdotto numerose novità che hanno trasformato il modo di fare vino in questo 
casale di Montalcino: passaggio alla viticoltura biologica, ristrutturazione totale della cantina e dei vigneti, 
rinnovo completo delle attrezzature e approccio artigianale al winemaking. Una nuova filosofia che nel 
2020 ha richiesto una dolorosa “rinuncia”, mettere in commercio unicamente un Rosso di Montalcino 
dell’annata 2015 da declasssamento del Brunello. 

 

Quella del 2016 è stata dunque la prima vera vendemmia della nuova Cerbaiona e Matthew Fioretti - 
Managing Partner & Technical Director - la ricorda così: «Le condizioni climatiche di quell’anno erano state 
apparentemente ideali – dice Fioretti – ma quando le uve sono arrivate sui nostri tavoli di selezione (altra 
novità introdotta dai nuovi proprietari ndr) c’erano grappoli maturi e perfettamente sani mentre altri erano 
ancora acerbi. Ricordo la mia frustrazione in quel momento, ma Giacomo Maestra - un enologo che ci stava 
aiutando quell’anno – mi disse: “Non saltare a conclusioni affrettate, a volte questo tipo di annate 
contraddittorie danno risultati interessanti. E' come se le forze e le debolezze delle varie uve si intrecciassero 
e formassero qualcosa di molto più grande di quanto ci si aspetti". Mentre i vini completavano la 
fermentazione e durante i loro primi mesi in botte, mi sono reso conto del valore dell'intuizione di 
Giacomo». 

 

Oltre ai tavoli di selezione ci sono altri elementi hanno caratterizzato il nuovo modo di vinificare a 
Cerbaiona, come l’uso di una nuova diraspatrice di precisione che ha portato a una selezione estrema delle 
uve entrate nei serbatoi, mentre la rottura graduale delle bucce durante la pigiatura ha favorito l'estrazione 
di tannini più fini e di aromi più raffinati. Fioretti ammette anche i limiti della fermentazione in legno, in 
particolare per l'assenza di un controllo della temperatura, tuttavia la vendemmia 2016 ha offerto la 
situazione ideale per far fermentare in tini di legno: «Si trattava di botti nuove, quindi in una condizione che 
non può essere replicata oggi. A partire dalla fermentazione – conclude Fioretti – la procedura utilizzata 
quell’anno è stata di gran lunga la meno "interventista" che ho condotto a Cerbaiona. Abbiamo usato solo 
lieviti autoctoni con basse aggiunte di solfiti e nessun controllo della temperatura». 

 

Dopo la fermentazione i tre migliori serbatoi sono stati poi spostati in quattro botti ovali per i due anni di 
affinamento. Il prodotto è stato poi travasato una volta l’anno fino ad arrivare in contenitori di acciaio inox 
dove è rimasto – a temperatura controllata – in attesa dell’imbottigliamento. 
In totale Cerbaiona ha prodotto poco più di 6.500 bottiglie e 600 magnum di Brunello di Montalcino 2016.