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Chi l'avrebbe mai detto? Da oggi una birra agricola a catalogo: OI - ORIGINE ITALIANA
03 AGOSTO 2020

Stefano Camilucci, produttore emergente di Franciacorta, ci introduce al mondo dei distillati con Oi - Origine Italiana, azienda agricola condotta in società con il dott. Marco Berta. 
Oi si trova nel Parco dell’Oglio ed è specializzata nella produzione di cereali. 
Nel corso dei prossimi anni saprà proporre distillati innovativi, ricavati da cereali selezionati, sani e naturali, di origine 100% italiana. 
Il primo e più semplice passo del progetto è la produzione della Birra Oi, Birra Agricola dal profumo di malto leggermente tostato che non segue una ricetta o uno stile, ma intende valorizzare le materie prime autoprodotte e il territorio dal quale nasce. 
Unica, come il colore ambrato del sole al tramonto sui campi d’orzo.

 

L’azienda è situata a Urago d'Oglio (BS) a meno di 200 metri dalla sponda est del fiume Oglio, nel bellissimo Parco regionale dell’Oglio Nord. Il microclima e il suolo sono unici ed i prodotti che nascono in questa zona hanno una forte identità. Il primo prodotto del progetto Oi è la “Birra Oi”, nata nel 2012 dalla passione e dal rispetto per questa terra. 

 


La scommessa era quella di ripartire dalla storia, di riiniziare a coltivare come si faceva secoli fa, producendo varietà di orzi e luppoli adeguati e creare una delle primissime birre agricole da materie prime 100% italiane. In quegli anni, tutti sostenevano che l'orzo ed il luppolo italiano non sarebbero mai stati adatti a produrre birre di qualità. E fu così che per opporsi proprio a questo falso credo, venne registrato il marchio Oi. 
Già dai primi raccolti si notò che questi preconcetti erano infondati e l'orzo che nasceva era profumatissimo, come spesso avviene con ciò che cresce in molte zone vocate all’agricoltura in Italia. Inizialmente partiti dalla coltivazione del solo orzo distico, dopo aver testato diverse varietà venne scelta la semina autunnale, dapprima con la varietà Prestige ed in un secondo momento con la varietà Concerto. Il primo significato del prodotto era “Birra Oi” come acronimo di Birra da Orzo Italiano con una duplice spiegazione territoriale, in quanto i campi si trovano nel Parco del fiume Oglio e letterale, in quanto in dialetto locale il fiume Oglio è chiamato appunto Oi. 

 

Per la coltivazione in sé fu tutto abbastanza semplice per un'azienda vocata alla cerealicoltura da generazioni, ma per essere veramente autentici ed unici, anche i luppoli dovevano avere origine italiana. Dopo aver studiato sesti di impianto in diverse parti del mondo, nel marzo 2015 fu realizzato uno dei primi luppoleti in Italia. Partiti inizialmente con tre varietà ora ne vengono coltiviate ben nove. Il terreno limitrofo al fiume, ghiaioso e drenante, è ideale per lo sviluppo di questa affascinante pianta che raggiunge comodamente i sei metri di altezza in meno di un mese di tempo, con radici profonde anche tre metri. Questo ambiente è l'habitat ideale e naturale per il luppolo, tanto è vero che anche quello selvatico cresce spontaneamente lungo tutta la sponda del fiume. 

 

A quel punto il progetto birra era completo ed il termine “Oi” non era più solo acronimo di Orzo Italiano ma si estendeva e si arricchiva, grazie al luppolo autoprodotto, a Origine Italiana e con terzo significato di essere nato nel Parco del fiume Oglio. 

 

La prima birra prodotta è una versione dal colore ambrato, che non segue esattamente uno stile predefinito, trattandosi di una vera e propria birra territoriale. 
Come tutte le birre agricole/artigianali, indipendentemente dallo stile, la Birra Oi non viene filtrata né pastorizzata, per esaltarne profumo ed aromi. Rifermenta in bottiglia e forma un leggero sedimento sul fondo, che ne fa evolvere il gusto nel tempo. La spuma sarà generalmente importante e bianca, come una crema.