Hai l'età per bere legalmente bevande alcoliche?

     
TORNA ALLE AZIENDE DISTRIBUITE
CAMPOGRANDE

  Italia   |  Liguria  

PRESENTAZIONE

Elio Altare e il vino delle Cinque Terre 


Produrre vino di qualità sulle terrazze scoscese delle Cinque Terre è stata la sfida raccolta da Elio Altare, noto  produttore di Barolo nel comune di La Morra, che ha saputo riconoscere la straordinaria potenzialità di questo territorio, nonostante il profondo stato di abbandono in cui versava al momento dell’inizio della sua “avventura”. 
Il vino delle Cinque Terre vanta una storia antichissima: già rinomato ai tempi dell’Impero Romano e nel Medioevo, è sempre stato il frutto di una viticoltura estrema, come testimonia un celebre passo del 1535 di Monsignor Agostino  Giustiniani. Egli descrive con forza la “verticalità” e l’unicità del territorio: 
 

“Nelle Cinque Terre sembra che non ci sia spazio per l’uomo: l’uomo sembra sbattuto dal mare contro l’alta parete di roccia che comincia subito appena il mare finisce. Sulla parete di roccia ci sono i vigneti: essi sono un monumento di coraggio umano, di pazienza, di resistenza, di tenacia... Questo territorio è tanto erto e sassoso, che non solamente è difficoltoso alle capre montarvi, ma è quasi difficoltoso al volare degli uccelli.” 


L’abbandono delle Cinque Terre è stato dunque causato dall’enorme fatica necessaria per coltivare la vite in queste condizioni estreme, aggravata da una scarsa remunerazione. Nonostante l’asprezza di questo paesaggio, il sogno di Elio Altare era quello di restituire dignità a queste terre, rilanciandole senza tradirne l’identità. Ha affrontato le prime vinificazioni utilizzando esclusivamente vitigni autoctoni Bosco, Albarola e una piccolissima percentuale di Vermentino, nel pieno rispetto della tradizione ma con il supporto delle moderne tecniche enologiche. Ha affittato un container climatizzato dove ha riposto le uve raccolte in giornate diverse. Una volta raggiunta la quantità sufficiente per riempire 
una vasca, le ha pigiate e ha mantenuto il mosto ad una temperatura di 12 °C per quattro giorni, a contatto con le bucce. In seguito, ha fatto proseguire lentamente la fermentazione alcolica ed in parte, anche quella malolattica. Il tutto è avvenuto in maniera assolutamente naturale: senza l’aggiunta di particolari lieviti, enzimi o altri agenti esterni che avrebbero potuto alterare la vera identità del territorio. 
Il vino, stabilizzato a freddo, non è stato né chiarificato né filtrato. Dopo una permanenza in barrique per 12 mesi (50% nuove e 50% di secondo e terzo passaggio) il risultato è un vino macerato, complesso e strutturato, con enormi potenzialità evolutive. 
 

Ma c’è un però: l’avventura di Campogrande termina purtroppo con la vendemmia 2020… 
Dopo alcune “peripezie” Elio Altare riesce a recuperare tutti i vini rimasti. Le bottiglie, tenute negli anni in condizioni perfette, sono oggi nelle nostre cantine. I vini esprimono una complessità organolettica sorprendente, capace di emozionare anche i palati più esperti ed esigenti.

“E poi la grande sfida dello Sciacchetrà, curato nei particolari seguendo canoni tradizionali al fine di ottenere un vino che rispecchia  integralmente l’espressione di questo grande territorio … la resa di questo vino è bassissima … quale prezzo potrà giustificare il suo costo? …” 
 

“Soltanto l’uomo può salvare il territorio, curare la tradizione e garantire la continuità” -Elio Altare
 

CONTATTI

Az. Agr. Campogrande
Elio Altare 
Via di Loca 189
19017 Riomaggiore
Tel: +39 380 4510335 
Tel: +39 0173 50835

www.cinqueterre-campogrande.com